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Il Poeta Domenico Giuliotti
Domenico Giuliotti nacque a Luciana, nei pressi di Verrazzano, nel 1877. Fu uno scrittore di grande spessore letterario, oggi purtroppo praticamente sconosciuto. Restò per tutta la vita tenacemente legato all'ambiente toscano, che fa da sfondo ideale ai suoi bozzetti.
Iniziò la carriera letteraria con un libro di versi, Ombre d' un' ombra (Città di Castello 1910). Nel 1913 fondò a Siena, insieme a Federigo Tozzi, la rivista dal significativo titolo "La Torre. Organo della reazione spirituale italiana" (negli anni Trenta scriverà sul "Frontespizio" di Piero Bargellini). S'era intanto legato di fraterna amicizia a un altro dei grandi "maledetti toscani" dell'epoca, il poliedrico Giovanni Papini, con il quale condivise l'iter dall'iniziale "paganesimo intellettuale" al cattolicesimo più intransigente. Nel 1918 uscì l'Antologia dei cattolici francesi del secolo XIX, dove egli dichiarò le sue "affinità elettive": De Maistre, Léon Bloy, Hello, Barbey d'Aurevilly. Dopo la Prima Guerra Mondiale pubblicò a Firenze L'ora di Barabba (1920), un volume di meditazioni a carattere fortemente satirico e polemico. Giuliotti, legato ad una concezione del mondo rigidamente cattolica e reazionaria, accusava la civiltà moderna di aver abbandonato la fede, e di non riuscire perciò a risolvere i problemi esistenziali. Si considerava un "assolutista in ritardo", un "cattolico-gambero, retrocedente sino alla Bolla Unam Sanctam di Bonifacio VIII". Nel 1923 uscì il famoso Dizionario dell'Omo Salvatico (nel senso di "uomo che si salva"), opera scritta insieme a Papini. Dopo una serie di dediche pungenti ad amici e nemici, ai mondani, agli eruditi, ai pedanti, ai filosofi, agli ebrei, ai protestanti, ai cattolici di nome ma non di fatto, e dopo una rassegna di personaggi immaginari simbolo della polemica degli autori verso il mondo moderno, il Dizionario comprendeva una sequenza alfabetica di "voci" indirizzate a personaggi, a espressioni proverbiali e concetti, esaminati secondo la prospettiva di un cattolicesimo battagliero e reazionario. Scritta con linguaggio colto e realistico, l'opera rimase incompiuta: uscì a Firenze solo il tomo I e fu causa di scalpore e numerosissime critiche. Altre opere di varia prosa e di saggistica di Giuliotti sono: Tizzi e fiamme (Firenze 1925), Polvere dell'esilio (ivi 1929, poi 1951), San Francesco (ivi 1932), Il ponte sul mondo (Torino 1932), Le due luci: santità e poesia (ivi 1933), Il merlo sulla forca: Francesco Villon (Firenze 1934), Pensieri di un malpensante (ivi 1936), Jacopone da Todi (ivi 1939), Penne, pennelli, scalpelli (ivi 1942), Nuovi pensieri di un malpensante (Pisa 1947), Calendottobre (Monza 1952).
Giuliotti riprese dopo anni anche la produzione lirica: nel 1932 venne pubblicata a Firenze la raccolta Poesie, divisa in quattro parti: "Ombre d'un' ombra, 1905-1910" (la prima raccolta, già citata), "Rime grifagne", "Elegie" e "Iuxta crucem".
Per quanto riguarda la narrativa, Giuliotti scrisse Raccontini rossi e neri (Firenze 1937), Il cavallo volante e Giri d'arcolaio (Le Monnier, Firenze, 1946). Quest'ultima è forse una delle più riuscite opere del nostro scrittore. Consiste in una serie di "flashes" sulla sua vita, i suoi ricordi, inframmezzati da descrizioni naturalistiche e spunti ed episodi evangelici. Mirabile pagina è quella, autobiografica, in cui l'autore rivive la trepida ansia sofferta quando, fanciullo, attendeva la sera, a Verrazzano, il ritorno del babbo da Firenze, dove s'era recato per affari. Tutto è rivissuto anche nei particolari più minuti. Il bambino s'affaccia alla finestra, domanda alla mamma perché il babbo tardi, ripercorre mentalmente il tragitto; da ultimo la gioia dell'arrivo e il piccolo che, seduto a tavola presso il padre, lo guarda in volto e ne osserva ogni movimento. Gustoso è il bozzetto che rievoca episodi della vita in una scuola d'altri tempi, cioè il primo ciclo delle elementari che l'autore frequentava a Greve in Chianti. È un quadretto mosso e brioso, che ritrae fedelmente l'ambiente scolastico e la società paesana. Giuliotti fu polemista appassionato, energico, robusto, intransigente, a volte aspro come il suo amico Papini; ma seppe anche essere uomo sensibile e delicato. Il Pampaloni sostiene che "fu più poeta" rispetto a Papini, il quale, dal canto suo, fu più ampio, più articolato, più "inventore", più "titanico".
Domenico Giuliotti morì a Greve in Chianti nel 1956, a 79 anni d'età; lo stesso anno in cui scomparve Giovanni Papini, più giovane di lui di 4 anni. Postumi vennero pubblicati Il malpensante. Pagine di fede, di lotta e d'amore (Firenze 1957, a cura di Piero Bargellini) e Amare e credere (Vicenza 1977); inoltre gli epistolari Lettere agli amici (Vicenza 1980) e il Carteggio 1913-1917 con Papini (Roma 1984, a cura di N. Vian, con prefazione di Carlo Bo). Tra i contributi critici su Giuliotti, ricordiamo quelli di E. Cecchi, P. Pancrazi, A. Tilgher, A. Baldini, E. Falqui, D. Mondrone, M.G. Parri, G. Pampaloni, C. Betocchi, M. Baldini.
BIBLIOGRAFIA
Domenico Giuliotti, Ombre d' un' ombra: Versi, Soc. Tip. Ed. Cooperativa, Città di Castello 1910
Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, Dizionario dell'omo salvatico, Vallecchi, Firenze 1923
Domenico Giuliotti, Poesie, Vallecchi, Firenze 1932
Domenico Giuliotti, Iacopone da Todi, Vallecchi, Firenze 1939
Domenico Giuliotti, Penne, pennelli, scalpelli, Vallecchi, Firenze 1942
Domenico Giuliotti, Il cavallo volante, illustrazioni di Sandro Brissoni, Ed. Bernardo Cennini, Tip. Vallecchi, Firenze 1945
Domenico Giuliotti, L'ora di Barabba, Vallecchi, Firenze 1946*
Domenico Giuliotti, Giri d'arcolaio, disegni in nero di Piero Bernardini, tavole a colori di Giovanni Colacicchi, Le Monnier, Tip. E. Ariani, Firenze 1948*
Domenico Giuliotti, Il malpensante: pagine di fede, di lotta e d'amore scelte da Piero Bargellini, Vallecchi, Firenze 1957*
Domenico Giuliotti, Amare e credere, a cura di Massimo Baldini, La Locusta, Vicenza 1977
Domenico Giuliotti, Le due luci: santità e poesia, a cura di Massimo Baldini, Logos, Roma 1979
Domenico Giuliotti, Polvere dell'esilio, a cura di Massimo Baldini, Logos, Roma 1980*
Domenico Giuliotti, Lettere agli amici, a cura di Massimo Baldini, Piergiovanni Permoli, Ettore Tirinnanzi; introduzione di Geno Pampaloni, La Locusta, Vicenza 1980
Massimo Baldini, Il più santo dei ribelli. Scritti su Domenico Giuliotti, Logos, Roma 1981*
Domenico Giuliotti, Raccontini rossi e neri, Logos, Roma 1983*
Domenico Giuliotti, Nuovi pensieri d'un malpensante, a cura di Massimo Baldini, Logos, Roma 1985*
Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, Carteggio I (1913-1927), a cura di Nello Vian, Prefazione di Carlo Bo, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1984; Carteggio II (1928-1939), a cura di Nello e Paolo Vian, ibidem, 1989; Carteggio III (1940-1955), a cura di Nello e Paolo Vian, ibidem, 1991
Domenico Giuliotti, Tizzi e fiamme, a cura di Massimo Baldini, Cantagalli, Siena 1999
Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, Umilissime Scuse, Marietti, 2000
Una rana nera e rara: scioglilingua, indovinelli, filastrocche e cantilene, scelti da Domenico Giuliotti, Chegai, Firenze 2001
Domenico Giuliotti, Il Natale, a cura di Massimo Baldini, illustrazioni di Giacomo Napoli, Chegai, Firenze, 2001
* Libri consultabili presso il Centro Studi Storici
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