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IL FIORINO "DI VERRAZZANO"
Nel 1252 la Repubblica di Firenze coniò il primo Fiorino d'oro, così chiamato perché vi era impressa l'effigie del Giglio sul diritto, mentre sul rovescio vi era quella del Battista, patrono di Firenze. Questa nuova moneta ebbe un immediato e tale successo da oscurarne ogni altro tipo, e lo stile e la purezza assoluta dei 24 carati fiorentini non furono mai eguagliati.

A Firenze la zecca non era gestita direttamente dalla Signoria, l'attività era nelle mani di mercanti e banchieri che si occupavano delle quantità di oro per la monetazione. Il controllo dell'attività della zecca era affidato alle Arti Maggiori che ogni sei mesi eleggevano un garante, il Signore della Zecca.
Molti membri della famiglia da Verrazzano, in quanto mercanti, banchieri, giudici e notai, contribuirono più volte alla vita politica fiorentina e nel secondo semestre del 1405 la prestigiosa carica di Signore per l'oro fu affidata a Bernardo di Niccolò da Verrazzano.
Il fiorino d'oro fu coniato fino al 1533 quando Cosimo I de'Medici ordinò la fusione di tutte le monete per coniarne una nuova, lo scudo d'oro di imitazione francese e che era già in uso in tutti gli stati più potenti d'Europa.
Per tradizione nelle fondamenta di ciascuna torre in Firenze è murato un fiorino come augurio di prosperità. |