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IL PONTE GIOVANNI DA VERRAZZANO A FIRENZE
Dopo la catastrofica alluvione del 1966, l'arch. Savioli e gli ingegneri Damerini e Scalesse progettarono e realizzarono nel quartiere di Gavinana il più giovane ponte di Firenze, il ponte Giovanni da Verrazzano.
Già da tempo la parte più a sud della città necessitava di un valido punto di attraversamento sull' Arno in modo da evitare un eccessivo concentramento di autovetture nei dintorni del ponte più vicino, il S. Niccolò. Dato che le due rive dei lungarni Cristoforo Colombo e Francesco Ferrucci sono zone verdi adibite a giardini pubblici, il nuovo ponte avrebbe dovuto essere altrettanto indicato per l'attraversamento pedonale. Un "ponte giardino", a ricordare quello alla Vittoria che porta al parco delle Cascine.
L'idea dell' arch. Savioli (1917-1982) era quella di rispettare una naturale progressione dei ponti fiorentini così come si erano succeduti nella storia; Savioli aveva infatti notato che discorrendo dal centrale Ponte Vecchio -un ponte che è quasi una via cittadina, con edifici, tetti e mura- sia verso valle che verso monte i ponti sull' Arno tendevano sempre più a snellirsi e ad acquisire una certa leggerezza. Così è infatti se osserviamo dal Ponte Vecchio verso valle il S. Trinita, il Ponte alla Carraia, il Vespucci, il Ponte alla Vittoria e verso monte il Ponte alle Grazie e il S. Niccolò. Inoltre Savioli intendeva rispettare quella tradizionale sobrietà, linearità ed essenzialità tipiche dell' arte architettonica fiorentina. Nella sua relazione illustrativa Savioli scrive di Firenze: (...) l'aspetto formale del suo tessuto urbano, delle sue piazze, dei suoi monumenti, dei suoi palazzi, delle sue case, si manifesta sempre con caratteristiche di severità, di incisività, di misura; (...) e nello stesso tempo tale aspetto formale, pur scarno ed essenziale, non rappresenta in realtà una rinuncia ad una espressione, un rifiuto di una caratterizzazione, una accettazione di forme anonime nel senso deteriore della parola, ma piuttosto rappresenta, in un certo senso, una volontà di significare nella sostanza più che con la forma. Per questo abbiamo voluto scegliere in tutte le soluzioni presentate strutture elementari, semplici, scarne, lineari, essenziali e che nello stesso tempo rimanessero impresse nella memoria (...).
Il ponte Giovanni da Verrazzano è formato da due parti distinte: una travata centrale metallica e una travata-mensola in calcestruzzo precompresso per ciascuna estremità. La larghezza è di 21 metri e la lunghezza dell'unica arcata è di 115 metri di luce netta. Tra le caratteristiche principali vi è la presenza di quattro piazzette laterali sospese lungo il camminamento per i pedoni, con panchine ed affacciamenti, tutto teso a rendere più vivo il ponte.
Per la sua costruzione sono occorsi 580.850.000 lire. Il ponte è stato inaugurato nel 1971.
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