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1524, IL VIAGGIO DELLE SCOPERTE
Nei primi anni del Cinquecento la fama dei viaggi intrapresi da Colombo, Vespucci e Magellano per conto di Spagna e Portogallo cominciò a inquietare la Corte di Francia, che fino a quel momento si era tenuta al di fuori da tali imprese. Le ricchezze del Nuovo Mondo e la possibilità di espandere la propria potenza oltreoceano erano prospettive estremamente allettanti. Ciò che aveva spinto i tre navigatori a così lunghi viaggi era il proposito di trovare una via più breve che portasse al Lontano Oriente, un passaggio attraverso l'Atlantico.
Giovanni da Verrazzano, in un incontro ufficiale tra il 1522 e il 1523 nella città di Rouen con sua Maestà Francesco I, sensibilizzò il re alla necessità e all'urgenza di intraprendere viaggi esplorativi per raggiungere i ricchissimi mercati dell'Asia navigando verso Occidente. Francesco I accettò in pieno tali propositi, nella volontà di eguagliare o superare le imprese esplorative promosse da Spagna e Portogallo. I preparativi si fecero a Dieppe,in gran segreto, senza con ciò evitare che la notizia trapelasse: nell'aprile del 1523 l'ambasciatore portoghese Giovanni da Silveira informava il suo re che Giovanni Verrazzano era sul punto di partire "per scoprire il Cataio". Fu così allestita, sotto la personale direzione di Giovanni, una flotta di quattro navi. Le armi di difesa, le munizioni, le bombarde, i rematori, i battelli di salvataggio e gli strumenti scientifici erano perfettamente in regola, le stive contavano viveri per otto mesi, i piloti, gli esperti e i segnalatori erano tutti audaci marinai scelti dallo stesso capitano Giovanni. L'ammiraglia, una "caracca" di cento tonnellate con cinquanta uomini di equipaggio, portava il nome di Delfina in onore del primogenito del Re, le altre tre caravelle si chiamavano Normanda, Santa Maria e Vittoria. Delle quattro navi che componevano la squadra, due furono messe fuori uso da una tempesta e le rimanenti due, la Normanda e la Delfina, furono impiegate per una crociera di guerra o, per qualcuno, tra cui il Murphy, di "corsa", a danno dei nemici spagnoli.
Finalmente solo la nave capitana, (vedi la sua relazione) più grande e forte, rimase in grado di affrontare l'oceano. La Delfina si nascose fra le scogliere di Madera e aspettò il momento opportuno per eludere il blocco navale dei nemici Spagnoli e Portoghesi, prendendo il mare durante la notte del 17 Gennaio 1524. Nei calcoli fatti a tavolino, e tracciati scrupolosamente sulla sua mappa, Giovanni aveva pensato di poter trovare, veleggiando lungo le coste settentrionali del Nuovo Mondo, un passaggio libero, sicuro e breve che dal grande oceano lo potesse immettere nel Pacifico verso "quei felici lidi del Catai".

La traversata durò ben cinquanta giorni, più del previsto a causa di una rovinosa burrasca del 24 Febbraio, superata, scrive il Verrazzano, "solo con l'aiuto di Dio". La Delfina avvistò terra il sette o l'otto Marzo in una località che tutti gli studiosi individuano con Cape Fear, a sud di Wilington. Giovanni si diresse dapprima verso sud in cerca di un approdo, giungendo fino all'estremità settentrionale della Florida, poi invertì la rotta e si diresse a nord. Proseguendo sempre in vista della costa, sulla quale di notte scorgeva molti fuochi, il navigatore vide distese di boschi con viti selvatiche lungo la spiaggia abitata da gente di colore chiaro, spiaggia che per la sua amenità fu battezzata "Arcadia".
Difficile è oggi dire quale fosse il luogo che Verrazzano chiamò Arcadia, sicura è l'identificazione della regione raggiunta più oltre. Verrazzano stesso ce la descrive come "una grandissima riviera dentro la quale la foce era profonda, nella quale saria passata ogni oneraria nave" e aggiunge che "detta riviera si addentra per circa mezza lega dentro la terra formando un bellissimo lago. Il vasto specchio d'acqua pullulava di imbarcazioni indigene".
Era il 17 Aprile 1524, e il Navigatore era entrato nella Baia di New York. Verrazzano era penetrato per il braccio chiamato oggi "The Narrow" nella baia superiore che egli battezzò Santa Margherita, dal nome della sorella di Francesco I. Approdò alla punta di Manhattan, e forse all'estrema costa di Long Island. La sosta di Giovanni nel magnifico specchio d'acqua fu interrotta da una tempesta che lo spinse a nord fino a Martha's Vineyard e a trovare rifugio nell'odierna Newport. Qui la spedizione prese riposo per due settimane, dal 24 Aprile al 6 Maggio, entrando in contatto e fraternizzando con le popolazioni indigene. La grande impresa era compiuta, tutta quanta la distesa di terra che si allunga dalla Florida all'Isola di Capo Bretone, la terra cui il navigatore aveva posto il nome di Francesca, era stata scoperta.
Nei primissimi giorni del luglio del 1524 la spedizione fece ritorno a Dieppe. La notorietà e il prestigio in campo scientifico e politico raggiunti dal Verrazzano dopo questa impresa, indusse vari e vani tentativi da parte di governi nemici alla Francia di assicurarsi la collaborazione di questo personaggio, che invece continuò a fregiare il suo stemma con il giglio di Francia. |