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LA VITA

Giovanni nacque circa nel 1485 da Pier Andrea di Bernardo da Verrazzano e da Fiammetta Capelli, ambedue nobili fiorentini, della famiglia originaria del Castello di Verrazzano - secondo il cosmografo e cartografo Vincenzo Maria Coronelli, fra gli altri. Fin da giovanissimo gli fu insegnato il piacere dell'avventura, tanto che si propose di visitare parte del mondo orientale all'unico scopo di istruirsi e di trarvi nuove esperienze, e i suoi programmi furono anticipati nel tempo a causa di un'intolleranza nei confronti del governo del fatuo Piero de' Medici. Le sue prime mete furono l'Egitto e la Siria, luoghi che a quell'epoca venivano considerati quasi irraggiungibili e avvolti da un alone di mistero.

Di questo ci informa una lettera del mercante fiorentino Bernardo Carli, residente a Lione, nell'agosto del 1524: "al Cairo, dove è stato più anni, e non solo in Egitto ed Soria, ma quasi per tutto il cognito mondo"

Fra il 1507 e il 1508 Verrazzano prese la via della Francia venendo accolto dal Re Cristianissimo Francesco I, la cui corte era da tempo meta e luogo di umanistica meditazione per illustri fiorentini come Leonardo da Vinci, Tiziano, Andrea del Sarto, Benvenuto Cellini, il poeta Luigi Alamanni, l'architetto Giovanni Giocondo e altri, tutti costretti a cercare tranquillità lontani da Firenze insanguinata dalle fazioni e da un periodo grigio del governo Mediceo.

Stabilitosi a Dieppe, porticciolo della costa atlantica francese, Giovanni entrò in contatto con i maggiori esponenti della marina, con gli armatori più valenti e con i marinai più valorosi con i quali si trovava spesso a conversare familiarmente e a collaborare in lavori portuali. Contava forse ventidue anni quando cominciò ad imbarcarsi su caravelle facenti parte di spedizioni di notevole importanza. Il Globo e il Mappamondo che egli stesso aveva costruito con le sue mani e con l'aiuto del fratello Girolamo, e che aveva perfezionato al massimo con i suoi meticolosi tocchi e ritocchi, erano ormai noti agli intellettuali ed agli appassionati dei misteri del mare.

La buona fama di cui godeva nel ristretto ambiente della cittadina di Dieppe penetrò rapidamente in moltissimi ambienti culturali, nautici e scientifici, e fu perfino elogiato da persone vicine al re. Il Sovrano stesso lo prese in alta considerazione, aspettando il momento opportuno per poterlo incontrare.

L'occasione non tardò e ad un primo contatto ne seguirono altri sempre più assidui. La sua presenza a corte era gradita sia durante convegni e riunioni di diplomatici e alti funzionari, come durante le semplici e animate conversazioni familiari, nelle quali il buon umorismo fiorentino condiva sempre la frase e lo rendeva amabile e amico di tutti.


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